STEMMA DELLA CITTÀ 
L’attuale stemma del comune di Thiene, può essere così descritto: “scudo azzurro sul quale sorge una colomba bianca poggiata verso destra. Nel becco rivolto verso sinistra, essa ha un ramoscello d’ulivo, mentre con le zampe tiene un ramo di vite con una foglia verde e un grappolo d’uva rosso. Lo scudo è circondato da una cornice d’arabeschi d’oro”. Il comune di thiene si fregia anche del titolo di Città riconfermato con Decreto in data 19 gennaio 1857 dall’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe I. Il Re Vittorio Emanuele III, con Decreto 28 marzo 1920, ha concesso alla città di Thiene la croce al merito di guerra con la quale è stato decorato il Gonfalone della Città il 10 giugno dello stesso anno. A questo stemma, ufficiale per lo Stato italiano, dovrebbe essere aggiunto in punta la raffigurazione della croce al merito di guerra, di cui è fregiato il gonfalone. Contrariamente a quanto si è verificato in altri Comuni dell’antico comitato vicentino e dell’attuale provincia di Vicenza lo stemma della Città di Thiene non contiene alcun riferimento alla sua storia e alla sua famiglia omonima.
ORIGINE DEL NOME THIENE Varie sono le ipotesi sull’origine del nome Thiene. La Prima ha il sapore di una leggenda. La storia di Thiene ha stretta attinenza con quella del Summano.Secoli fa venne recuperata (ma si sono perse le tracce) una lapide con le lettere THN, scavando le fondamenta di uno dei primi caseggiati della valle del Summano. Per lo studioso A.Giongo, quelle sacre iniziali significavano “Taurus honor noster”, ossia “Il capro è il nostro dio”. Questa origine divino-pagana di Thiene e del suo nome è stata fortemente avversata da molti storici, ma della presenza di tale lapide ne fa accenno anche Gabriele De Rosa (“Storia di Thiene”, Serenissima editrice 1994) e la teoria viene ripresa anche dallo studioso thienese, Massimo Martini. Lo storico e narratore Padre Maccà (“Storia del territorio vicentino”, Caldogno 1815) scrive: “Venne consacrata la superiore delle due punte a Plutone, dio dell’inferno, detto Summan, vale a dire “Summus deorum Manium”, il sovrano dei Mani, ovvero delle ombre.Fu costruito a questa deità un tempio, dentro il quale fu eretta la sua statua con l’iscrizione: ‘PLUTONI SUMMANO ALIISQ. DIIS STIGYIS’ ”. La più nota, sebbene non propriamente ipotesi più attendibile (in quanto non esiste in latino il nome Tillus o suoi derivati, bensì Tillius), è quella che fa derivareThiene dalla proprietà terrena da cui FundusTillienae, divenuto poi Tienae e in seguito Thiene. L’ipotesi più certa è quella dello storico thienese Angelo Rossi, secondo questo studioso il nome può derivare dal primo colono romano di nome Athenius (si spiega così la presenza dell’acca). Infatti la “fattoria” (l’attuale castello) localizzata nel sagrato del Duomo di Thiene, risale alla metà del IIº sec A.c., epoca nella quale Roma stava assorbendo fortemente gli influssi della civiltà greca. Non da escludere che il nome di questo colono, datogli in onore della Dea Athena (Minerva per i romani), sia la vera origine del nome Thiene.
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